Yin Yoga Sacrale

I benefici dell’Acqua

Lo Yin Yoga ha gli stessi benefici di altre pratiche yoga. Tuttavia mentre con queste ultime la stimolazione avviene a livello muscolare (tessuto yang), lo Yin Yoga si concentra sui tessuti connettivi profondi, come i legamenti, i tendini e le articolazioni (tessuti yin) che normalmente non vengono presi di mira.

Questo stile di yoga che può sembrare passivo e monotono, è in realtà una pratica piuttosto impegnativa per via della lunga durata delle pose. Lo Yin è semplice, ma semplice non significa facile.

Un po’ di storia

Paul Grilley è l’insegnante di Hatha Yoga noto per aver reso popolare lo Yin Yoga nel mondo occidentale, ispirandosi a tre figure:

– Il dottor Garry Parker che gli insegnò l’anatomia e i principi scientifici del movimento umano, incoraggiandolo a iniziare a insegnare yoga nel 1980.

– Paulie Zink, esperto di arti marziali e insegnante di Yoga Taoista, si esercitava in pose da cinque a dieci minuti alla volta, con cui ha a lungo praticato.

– Hiroshi Motoyama, sacerdote shintoista e dottorando in filosofia e psicologia, che ha dimostrato empiricamente l’esistenza sia dei chakra che dei meridiani.

Cosa aspettarsi da una lezione di Yin

Una lezione di Yin yoga consiste in una serie di pose in posizione seduta o distesa, che vengono mantenute per diversi minuti e lavorano principalmente la parte inferiore del corpo: fianchi, bacino, gambe, colonna vertebrale.

Grazie a queste pose lunghe e passive, i muscoli si distendono per evitare spasmi mentre il corpo lentamente si rilassa e si abbandona alla forza di gravità. La mente andrà naturalmente a concentrarsi con gentilezza sul ritmo naturale del respiro, favorendo un rilassamento profondo.

Sebbene la pratica Yin sia quasi interamente passiva, alcune asana contengono elementi Yang – ad esempio la posizione della Sfinge.

I benefici dello Yin Yoga

Lo Yin Yoga è una pratica lenta e meditativa, ideale per sciogliere tensioni e dolori, alleviare lo stress e portare la mente a uno stato di quiete e armonia.

A livello fisico migliora la mobilità articolare, prevenendo dolori e lesioni, aumenta la circolazione nelle articolazioni e rende il corpo più flessibile, in quanto le pose agiscono nei tessuti connettivi profondi.

È inoltre una pratica ottima per attenuare le disarmonie notturne legate alla qualità e alla quantità del sonno e per acquisire più consapevolezza di sé stessi.

Lo Yin Yoga è adatto ad ogni età e ad ogni livello di preparazione fisica ed può essere un complemento perfetto a una pratica dinamica (Yang).

Yin per Svadhistana Chakra

Il secondo chakra, Svadisthana, permette sbloccare e sfruttare l’energia di cui hai bisogno per essere innovativo e cambiare. Energeticamente, governa la creatività, le emozioni, la gioia, l’entusiasmo e la sensualità. Fisicamente, si trova vicino all’osso sacro e ai fianchi, sotto l’ombelico.

La pratica Yin che andremo ad esplorare durante il workshop, è progettata per stimolare Svadisthana, creando uno spazio sicuro per riconnetterti con il tuo corpo e illuminare le emozioni presenti nella tua mente. Poiché molti di noi accumulano tensione a livello dei fianchi, questa pratica si concentra sull’apertura della sede fisica del secondo chakra.

Piccoli consigli da ricordare quando si pratica Yin

  • Trova il tuo limite: muoviti lentamente e delicatamente nelle pose, arrivando ad un’intensità adeguata, senza mai allungare tanto da causare dolore/fastidio.
  • Cerca consapevolmente di rilassarti nella posa e di rimanere immobile, senza muoverti. Se ne senti il bisogno fai movimenti lentissimi.
  • Non guardare il vicino di tappetino. Ognuno di noi esprimerà la stessa posa con una forma diversa.
  • Esci dalla posa dolcemente e lentamente, evitando movimenti bruschi.

Buona pratica! Spero di vederti domenica 29 maggio!

Roberta

Mini Workshop Ashtanga Yoga

Primo incontro sui fondamentali asana della prima serie Ashtanga yoga.

La pratica Ashtanga pone la consapevolezza sul respiro, che è la base di una corretta pratica degli asana, tramite cui i movimenti fluiscono armonicamente.

Programma:

Introduzione alla pratica Ashtanga e breve spiegazione del significato dei mantra tradizionali.
•canto del mantra iniziale
•pratica tradizionale guidata della prima serie Ashtanga in sanscrito
•canto del mantra finale
•pranayama
” Il respiro crea energia, energia crea forza, forza crea equilibrio, equilibrio crea consapevolezza”
Consigliamo di praticare a stomaco vuoto e di indossare un abbigliamento comodo ed elastico.

 

Nota: si prega di portare il proprio tappetino da yoga.

L’insegnante:
Alice Cavazzuti si avvicina a 23 anni all’Hatha Yoga e alla meditazione per necessità di trovare qualcosa che fosse al di la della quotidianità e della routine da cui si viene assorbiti ogni giorno. Inizia a leggere i testi sacri che le aprono il mondo che la spinge verso la curiosità dell’Ashtanga, lo yoga delle 8 membra. Durante un viaggio in Asia sperimenta la parte spirituale dello Yoga e inizia a praticare i Vinyasa come pratica dinamica, al suo ritorno segue le classi di Lino Miele a Roma e Milano. Incontra Alessandro Ciaurri di Ashtanga Yoga Firenze ed è amore per la filosofia portata avanti da questa scuola, quella di Manju Pattabhi Jois.
Inizia un percorso di formazione presso Ayfi e tutt’ora continua la sua formazione presso questa scuola, il suo punto di riferimento. Il primo viaggio in India segnerà per sempre la sua trasformazione e pone le basi per la reale comprensione delle filosofia Indiana, grazie anche allo studio costante della lingua tradizionale, il Sanscrito.
Alice frequenta costantemente workshop con i Senior dell’Ashtanga da Petri Raisanen, Kristina Karitinou, Manju Jois, Gabriele Severini. Da sempre interessata all’aspetto esoterico e più sottile della pratica, l’incontro con Riccardo Gherardi aggiungerà al suo percorso la parte più intima dell’insegnamento.
Crede fermamente nell’Ashtanga come cura dello spirito, terapia per il corpo e come pratica di trasformazione del Se.
La pratica in ascolto di se stessi e non in tensione.

 

Info e prenotazioni Laura 389 28 37 307

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